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02 MARZO 2008

VIANE

Armando PizzinatoAssociazione Culturale


Associazione Culturale ARMANDO PIZZINATO - Via Sant'Elena n. 10 - 30174 CHIRIGNAGO VENEZIA - tel. 334 8774596   - email: info@pizzinato.org - Web Master M.F. info@pizzinato.org

 

 

presentazione a cura di

Lara Sabbadin

Viane dipinge da sempre; è uno di quei pittori veneziani di nascita che si sono portati dentro l’istinto naturale e infallibile per il colore. Personalità attenta, riflessiva, quindi che ama interiorizzare, Viane colpisce perchè sa cercare le cose belle della vita con il gusto e il piacere di vivere “bene”. Uno “stare bene” inteso come ricerca del bello, del piacevole, dell’armonioso in tutti gli ambiti. Artista attivo, costruttivo e positivo, Viane esprime una forte volontà di comunicare e trasmettere attraverso le tele (ma non solo) ciò che ha provato ed elaborato con le sue riflessioni sulla materia pittorica e, per certi aspetti, “plastica”.

La tecnica usata nella quasi totalità delle opere esposte in questa personale è l’olio, con cui il pittore riesce a ottenere, grazie a una grandissima esperienza, effetti di forte controllo sulle superfici e sulle linee rette, chiuse e delimitate sempre con precisione, e sulla stesura omogenea delle zone di colore.

In questa fase della sua ricerca pittorica le composizioni partono spesso da un’idea o un oggetto riconoscibile, che viene a trovarsi circondato da tessere variopinte, come in un collage; combinazioni iridescenti sembrano fluttuare ed emergere luminose da uno spazio sospeso e uniforme per colore, densità, temperatura. In queste “nebulose”, anni fa, avevano iniziato a comparire fasce di colore dalle forme sottili e allungate che con il tempo sono diventate sempre più snelle: da filiformi aree di colore, sulle tele sono comparsi fili veri e propri. Viane sceglie personalmente e con cura ogni singola fibra, la tratta, la pigmenta, la dispone sul quadro, quasi come uno scultore o un tessitore. Ricerche di ogni tipo sono state condotte in ogni epoca per cercare di spiegare le infinite valenze simboliche dei nodi e dell’intrecciarsi dei fili: dal collegare due entità che sono di per sé staccate o lontane, come avviene parlando dell’amore, al rappresentare unioni ideali o mentali di concetti diversi, o ancora al raffigurare i percorsi imperscrutabili e tortuosi della vita.

Viane approda dunque a questo linguaggio dopo lunghe riflessioni e ricerche, dopo aver portato a compimento il proprio itinerario nel mondo del figurativo e delle prime, e progressive, forme di sintesi. Arriva a creare le sue opere quasi “tessili” cercando l’eleganza delle linee e studiando nello stesso tempo i maestri del contemporaneo, primo tra tutti Kandinskij. Appunto il padre dell’astrattismo scrisse che “i problemi grandi e piccoli della pittura dipenderanno dall’interiorità. La via che percorriamo, e che è la nostra più grande fortuna, ci porterà a non basarci più sull’esteriorità ma sul suo opposto: la necessità interiore” (Lo spirituale nell’arte, 1912). 

Le zone di colore, delimitate dai refi di cotone, ricordano nelle allegre tinte carnevalesche le vetrate veneziane disegnate dai profili di piombo: nei lavori di Viane l’olio, nel suo apparire traslucido e brillante, dà spesso lo stesso effetto del vetro muranese, con frammenti recisi di netto come tagliati a punta di diamante. Ci aiuta a capire questo concetto di forma sempre Kandinskij che, nel 1909, ebbe modo di affermare: “In un’ora indeterminata, da una fonte oggi a noi nota, ineluttabilmente viene al mondo l’opera d’arte. Freddo calcolo, macchie che esplodono in disordine, costruzione matematicamente esatta (chiara o recondita), disegno silenzioso o urlante, elaborazione scrupolosa, fanfare di colore o pianissimo di superfici larghe, tranquille, sminuzzate, spezzate. Non è questa la Forma? Non è questo il Mezzo?”.

I colori nelle opere di Viane si accostano perfettamente l’uno all’altro, senza stonature; la sensibilità dell’artista rende una calibrazione attenta ed esperta del grande numero di tonalità messe in gioco e che si trovano per forza a “confinare”, ma senza mai cedere alla minima discordanza. Già Mario Stefani, intuendo con grande acume la profondità di questa pittura, ne descrisse “il canto lirico sommesso, ma autentico, un canto che ha del magico, del sinuoso dell’accattivante”, insomma in Viane “tutto canta in armoniosa spartitura”. E quindi ancora Kandinskij spiega che “il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, mette preordinatamente l’anima umana in vibrazione” (Lo spirituale nell’arte, 1912).

La piena e completa autonomia di colori e segni trova in Viane un profondo interprete contemporaneo, che plasma forme e tinte in sinfonie di vetro e filo, che unisce in modo originale tradizione veneziana e ricerca scrupolosa sulle potenzialità della materia, filtrando poi tutto con lo sguardo interiore.

Le tele si raccontano da sole, evocando nello spettatore movimenti di luci, oggetti e pensieri; ma Kandinskij è stato comunque una via possibile per dialogare con le opere variopinte di Carlo Viane: “Presto il pittore sarà orgoglioso di spiegare che le sue opere sono costruite” (Punto, linea, superficie, 1926), non semplicemente “dipinte”.

a breve in linea anche le opere di Viane

“Se punto di fantasia la natura t’arà conceduto, verrai a pigliare una maniera propia per te e non potrà essere altro che buona; perché la mano e lo intelletto tuo, essendo sempre uso di pigliare fiori, mal saprebbe torre spina”

(C. Cennini, “Il libro dell’arte o trattato della pittura”, fine del XIV secolo)